La corsa dei carburanti, innescata dal riavvampare delle tensioni in Medio Oriente, mette alle strette il governo. Con i distributori che già praticano prezzi molto superiori alle medie nazionali (oltre 2,6 euro a Milano), i consumatori che calcolano una stangata da decine di miliardi e le opposizioni che accusano l'esecutivo di immobilismo, si punta a fare presto.

Tanto che con il passare delle ore sembra sempre più probabile che si possa decidere un intervento già in settimana, senza cioè aspettare l'ultimo consiglio dei ministri prima della pausa estiva, al momento previsto il 4 agosto. A premere sul pedale dell'acceleratore è la presidente del consiglio Giorgia Meloni, che ha affidato al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti il compito di estrarre il coniglio dal cilindro. Le ipotesi Una sfida non facile, da conciliare con il sempre delicato nodo delle risorse.

Al titolare del Tesoro la premier ha chiesto, nel confronto di venerdì, di approfondire le possibili iniziative da adottare, «anche con riferimento all'eventuale attivazione del meccanismo delle accise mobili». L'ipotesi è sul tavolo, conferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso: il meccanismo «è una delle soluzioni che si sta prospettando, insieme ad altre che comunque vanno valutate».