Nel giro di pochi giorni, forse ore, il prezzo della benzina potrebbe arrivare a infrangere il record storico in Italia di 2,184 euro a litro, toccato nella settimana del 14 marzo 2022 e cioè poco dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia.
Ora è invece la guerra in Iran, con il blocco a singhiozzo dello stretto di Hormuz, a portare alle stelle i costi del barile che ieri ha spinto il diesel a raggiungere una media di 2,161 euro al litro (2,157 in Toscana) in modalità self-service sulla rete stradale, segnando un +0,020 rispetto al giorno precedente e superando definitivamente il precedente picco di 2,154 euro raggiunto con l’avvio del conflitto alle porte dell’Europa.
Un trend che non risparmia neanche la provincia di Arezzo, come ben rivelano le cifre esposte sui tabelloni degli oltre 40 distributori presenti nel raggio di dieci chilometri dal centro del capoluogo: non solo il diesel, ma anche la benzina - in alcune stazioni - ha sfondato il tetto dei due euro a litro, avvicinandosi pericolosamente al record negativo di quattro anni e mezzo fa.
Secondo le rilevazioni fornite dall’Osservatorio prezzi del ministero delle imprese e del made in Italy e aggiornate a ieri mattina, infatti, la super verde di via Setteponti è arrivata a costare 2,014 euro a litro, seguita dalle stazioni di via Tarlati e di via Benedetto da Maiano (1,999). In alcuni casi il servito, arriva fino ai 2,201 euro a litro.










