Mentre continua il balletto di dichiarazioni sulla guerra in Iran e lo stretto di Hormuz resta condannato alla paralisi, a Roma i riflettori sono puntati sui prezzi dei carburanti al distributore in vista del secondo weekend da bollino nero del grande esodo estivo. I rialzi Nonostante il taglio delle accise previsto dal governo per frenare i prezzi fino al prossimo 6 agosto, non si arresta la corsa al rialzo di benzina e diesel, con prezzi che restano saldamente inchiodati attorno ai due euro. Ieri sulle strade la super segnava 1,998 euro al self service, mentre un litro di gasolio si attestava a 2,096 euro neutralizzando di fatto il taglio deciso dal governo nel Consiglio dei ministri di lunedì scorso. Sulla rete autostradale il prezzo medio al self veleggiava a 2,084 euro per la benzina - rimasta fuori dall'ultima sforbiciata del governo a causa delle risorse ristrette - fino a salire a 2,174 euro per il gasolio. Complici anche i "furbetti" dei distributori, vale a dire gli speculatori che non applicano i prezzi aggiornati facendo pagare più del dovuto a chi si ferma a riempire il serbatoio.
I dati sull'extragettito e l'ipotesi aiuti per la benzina Intanto a ore al Mef sono attesi i dati dell'extragettito Iva, numeri decisivi per capire lo spazio di manovra esistente per definire il prossimo intervento per calmierare i prezzi. Stavolta il governo vorrebbe intervenire anche sulla verde, ma al momento si tratta solo di un desiderata perché la coperta rimane corta. Al punto che stenta a coprire anche la sola sforbiciata del gasolio, nell'ultimo intervento definita da un taglio delle accise di 17,1 centesimi.Per scendere sotto la soglia psicologica dei due euro, stando ai numeri che rimbalzano in queste ore, servirebbero circa 140-150 milioni. Un tesoretto appena necessario a scavallare ferragosto. Per questo a via XX Settembre si fa strada la convinzione che non basterà un decreto interministeriale per allungare i tagli e dare un po' di respiro a chi viaggia su gomma.Il decreto legge Ma sarà necessario anche un decreto legge che potrebbe essere approvato già nel Cdm di domani, l'ultimo prima della pausa estiva, per individuare altre fonti da cui reperire le risorse per mettere mano ai tagli. Le prime proiezioni, infatti, lasciano pensare che toccherà prevedere contributi aggiuntivi al netto dell'extragettito. Impresa non facile visto le ultime frizioni in Cdm per tirare su i soldi necessari, con l'ipotesi di un aumento del prezzo delle sigarette stoppata da Fi e Lega nel timore si rivelasse un boomerang.E resa ancor più complessa dalla caccia alle risorse che, in questa fase, assume una dimensione dal sapore elettorale. Non a caso Matteo Salvini è tornato a chiedere con forza un nuovo contributo delle banche per alleviare il prezzo dei carburanti, riaprendo un dossier spinoso che già in passato ha fatto ballare la maggioranza. Ma sulla corsa dei prezzi dei carburanti non c'è solo un problema di risorse ma anche di metodo.Carburanti, prezzo medio self benzina a 1,989 euro al litro, gasolio a 2,066. In autostrada verde a 2,076, diesel a 2,165 I dubbi sul metodo L'incognita resta ancora una volta legata alla tipologia di intervento da adottare per alleviare il peso di prezzi dopati su imprese, famiglie e lavoratori. Torna infatti a farsi spazio la convinzione che il taglio delle accise finisca per avvantaggiare soprattutto chi ha redditi alti, il cosiddetto popolo dei suv. Di qui la proposta, già circolata in passato, di un contributo di 80-100 euro per l'acquisto dei carburanti da caricare ai titolari della social card "Dedicata a te", una platea di 1,2 milioni di famiglie numerose con Isee fino a 15mila euro. Servirebbero 100-120 milioni, che non è impossibile trovare ma complicato sì, se in aggiunta al taglio delle accise che comunque il governo vuole fare per riportare i prezzi alla pompa sotto i due euro. Con il grande esodo in corso una strada pressoché obbligata.








