Brutte notizie per le tasche degli automobilisti italiani e ancor di più per il governo: l'esecutivo ha deciso di non prorogare lo sconto sulle accise nella convinzione che sarebbe proseguita la discesa dei prezzi dei carburanti partita subito dopo la firma dell'accordo tra Iran e Stati Uniti per una tregua nel conflitto in Medio Oriente.

Peccato che negli ultimi giorni la situazione sia del tutto cambiata. "Come era prevedibile, accelera questa mattina la corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, sulla scia del balzo delle quotazioni registrato mercoledì, dopo la nuova recrudescenza della crisi del Golfo", scrive Staffetta Quotidiana, nella sua consueta rilevazione giornaliera, sottolineando che ieri le quotazioni del petrolio e dei prodotti raffinati "sono tornate a scendere, ma molto meno di quanto fossero salite il giorno prima".

In altre parole, "dal giorno del ripristino delle accise, il 4 luglio, i prezzi non hanno smesso di salire: siamo al settimo giorno consecutivo di rialzi", mette in luce la testata specializzata.

In particolare, questa mattina 10 luglio il prezzo medio dei carburanti in modalità self service lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,869 euro per la benzina (+11 millesimi rispetto a ieri), 1,968 per il gasolio (+22), 0,753 per il Gpl (-2) e 1,554 per il metano (+1). Sulla rete autostradale la verde al fai-da-te è a 1,961 (+10), il diesel a 2,052 (+19), il Gpl a 0,884 (invariato) e il metano a 1,581 (+2).