Con le nuove tensioni in Medio Oriente, peggiora la situazione dei carburanti: i forti rialzi del petrolio e delle quotazioni dei prodotti raffinati hanno quasi del tutto annullato l’effetto benefico del taglio delle imposte sul diesel deliberato pochi giorni fa dal governo.

"Dopo un paio di giorni al ribasso, tornano a schizzare le quotazioni petrolifere, con il barile (Brent) di nuovo sopra i 90 dollari e la quotazione del gasolio oltre i mille euro per mille litri", scrive Staffetta Quotidiana nella sua consueta analisi giornaliera. "A spingere, ovviamente, è l’aggravarsi della crisi del Golfo, che ormai riguarda due stretti strategici per gli approvvigionamenti petroliferi e si unisce al blocco totale delle esportazioni dalla Russia".

"Il risultato è che il prezzo della benzina continua ad aumentare e il taglio dell’accisa sul gasolio inizia a essere assorbito dal rialzo delle quotazioni: nei primi tre giorni di vigenza dello “sconto”, il prezzo medio nazionale del diesel è sceso di 12 centesimi (11,9 per la precisione), rispetto ai 17 attesi, e gli elementi a disposizione lasciano pensare che il calo sia tutto qui. Anche perché sui listini dei prezzi consigliati tornano a spron battuto gli aumenti", aggiunge la testata specializzata, segnalando la decisione di Eni di aumentare di due centesimi al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio, mentre IP e Q8 hanno ritoccato al rialzo il diesel rispettivamente di 4 e 2 centesimi.