A tre giorni dall’entrata in vigore del taglio delle accise sul gasolio, lo sconto fiscale non è ancora arrivato integralmente alla pompa. E rischia tra l’altro di essere eroso dal nuovo rialzo delle quotazioni internazionali del petrolio, tornate a salire causa guerra in Medio Oriente dopo un paio di sedute di tregua. Secondo gli ultimi dati del ministero delle Imprese, il prezzo medio del diesel in modalità self service sulla rete stradale è sceso a 2,066 euro al litro, contro i 2,180 euro registrati prima dell’intervento del governo. Il calo si ferma quindi a 11,4 centesimi al litro, circa due terzi dello sconto fiscale di 17,08 centesimi (Iva compresa). Il prezzo medio della benzina sale invece a 1,989 euro al litro sulla rete ordinaria. In autostrada i prezzi self si attestano a 2,076 euro per la verde e 2,165 euro per il gasolio.
In attesa che la Guardia di Finanza, esamini l’elenco degli impianti che non hanno adeguato i prezzi e segnali le anomalie all’autorità giudiziaria, analizzando i dati comunicati dagli impianti si scopre che un 20% circa non ha recepito il taglio e una piccola quota ha addirittura ritoccato al rialzo il listino. Tra il 28 e il 30 luglio, su 18.988 impianti self confrontabili, 14.528 (76,5%) hanno ridotto il prezzo del gasolio, 3.458 (18%) lo hanno lasciato invariato e 1.002 (5%) lo hanno addirittura aumentato. Nella modalità servito il quadro è simile: su 12.980 impianti, 9.097 (70%) hanno abbassato i listini, 3.014 (23%) li hanno lasciati fermi e 869 (6,7%) hanno applicato rincari.













