TREVISO - Nessuna prova di un gasolio fuori norma. I primi dieci campioni di carburante prelevati dalla Guardia di finanza di Treviso nei distributori finiti al centro delle segnalazioni degli automobilisti non hanno evidenziato irregolarità sulla qualità del prodotto. Un esito che, almeno per ora, non fornisce una spiegazione ai numerosi guasti denunciati da circa una ventina di automobilisti che sostengono di aver avuto problemi ai propri veicoli dopo il rifornimento in diversi impianti tra le province di Treviso, Belluno, Venezia e Udine.
I risultati Le analisi, effettuate nei laboratori chimici dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non hanno rilevato scostamenti rispetto ai parametri previsti per il gasolio in commercio. Un primo risultato che allontana, almeno allo stato attuale delle verifiche, l’ipotesi di una contaminazione o di un carburante non conforme, ma che non chiude l’inchiesta. «I controlli che abbiamo effettuato sono tutti regolari - spiega il comandante provinciale della Guardia di finanza di Treviso, Daniele La Gioia -. Non abbiamo riscontrato variazioni rispetto alla tipologia di prodotto dal punto di vista della qualità. Noi però stiamo continuando a fare controlli perché non ci fermiamo mai». Le indagini I controlli sulla qualità dei carburanti rientrano nell’attività ordinaria delle Fiamme gialle, ma l’aumento degli esposti ha reso necessari accertamenti mirati per verificare se vi fosse un collegamento tra i rifornimenti e i malfunzionamenti lamentati dagli automobilisti. «Un carburante non conforme può avere conseguenze sulla sicurezza stradale - sottolinea La Gioia - ma può anche configurare una frode in commercio o nascondere irregolarità fiscali in materia di Iva e accise». Per questo i campioni prelevati sono stati sottoposti alle analisi di laboratorio, che hanno richiesto circa quindici giorni prima di fornire un responso. L’esito dei primi dieci campioni rappresenta quindi un tassello importante, ma non definitivo. Le verifiche continueranno anche nei prossimi giorni con ulteriori prelievi e analisi, mentre resta da chiarire l’origine dei problemi denunciati dagli automobilisti. Secondo Stefano Bellotto, presidente di Adiconsum, il fenomeno potrebbe inoltre essere più esteso di quanto emerso inizialmente anche dal punto di vista temporale. «La notizia si è diffusa e sempre più persone mi stanno contattando, anche se il loro incidente è avvenuto mesi fa», aveva spiegato nei giorni scorsi. Alcuni episodi risalirebbero infatti al periodo compreso tra novembre 2025 e gennaio scorso, facendo ipotizzare che il problema possa essersi manifestato ben prima dell’ondata di segnalazioni delle ultime settimane. Per individuare l’origine della contaminazione è necessario ricostruire tutta la filiera del carburante, dall’estrazione del petrolio alla raffinazione, fino ai depositi e alla distribuzione verso i punti vendita. Nel Nord Est il principale hub logistico è quello di Marghera. Solo seguendo questo percorso gli investigatori potranno stabilire se il problema sia nato in fase di produzione, durante il trasporto oppure nei serbatoi dei distributori. Per il momento, però, gli esami di laboratorio non confermano la presenza di gasolio alterato nei campioni analizzati. Un risultato che lascia ancora aperto l’interrogativo su che cosa abbia provocato i guasti lamentati dagli automobilisti e che rende necessario proseguire gli accertamenti prima di poter individuare eventuali responsabilità.














