TREVISO - L'emergenza gasolio sporco si espande a macchia d'olio. Dopo i primi cinque casi tra Belluno e Treviso, altre quattro segnalazioni, di guasti gravi, arrivano dalle province di Venezia e Udine. A Segusino un'auto è rimasta bloccata nel bel mezzo della galleria. Il motivo? Acqua nel serbatoio. Adiconsum di Treviso e Belluno vuole andare a fondo sulla questione: «Subito un tavolo con le associazioni di categoria a tutela dei cittadini. No alla caccia al singolo distributore».

I guasti Un’auto in panne in galleria a Segusino, un altro caso dopo un rifornimento sul Terraglio a Mestre, altri mezzi ancora danneggiati dopo il pieno a Trichiana e a Sappada. Non si fermano infatti le segnalazioni relative al caso del “gasolio sporco” che nelle ultime settimane sta lasciando a piedi molti automobilisti tra Belluno e Treviso. Negli ultimi due giorni, agli sportelli di Adiconsum, sono arrivati quattro nuovi casi documentati, che testimoniano come il fenomeno stia ormai colpendo capillarmente le province di Treviso, Belluno e (novità) Venezia e Udine: in tre casi il rifornimento è stato fatto nel bellunese, fra Belluno e Trichiana, in un caso sul Terraglio, a Mestre, con un’auto di una trevigiana andata in panne, in un altro caso nella friulana Sappada. In tutti i casi le diagnosi dei meccanici hanno accertato la presenza di acqua e agenti contaminanti all'interno del filtro del carburante. In un caso – quella della macchina il cui motore si è spento in galleria - sono state trovate delle alghe. Le verifiche Dalle verifiche effettuate dall’associazione dei consumatori istituita dalla Cisl, le contaminazioni non riguardano un’unica insegna: sono infatti coinvolti sia distributori indipendenti - le cosiddette pompe bianche - sia marchi di medie dimensioni, che grandi player internazionali della distribuzione di carburante. «Fin dalla nostra prima segnalazione – spiega Stefano Bellotto, presidente di Adiconsum Treviso Belluno – abbiamo voluto evitare un ingiusto tiro al bersaglio. Il problema non è il singolo impianto, che spesso è a sua volta parte lesa, ma una criticità diffusa che tocca ormai quattro province e distributori di ogni dimensione. Questo ci fa ipotizzare che l’anomalia possa essersi generata a monte della filiera logistica o nei depositi di stoccaggio».I risarcimenti Per questo motivo, l’associazione dei consumatori, oltre ad aver già attivato il proprio ufficio legale per seguire e assistere singolarmente i cittadini danneggiati che si stanno rivolgendo agli sportelli, ritiene necessario un cambio di passo istituzionale. «Il nostro obiettivo prioritario è la tutela della cittadinanza – sottolinea Bellotto –. Chiediamo trasparenza e responsabilità da parte della filiera dei carburanti per garantire indennizzi rapidi senza costringere i cittadini a calvari giudiziari, e per assicurare che la qualità del servizio torni agli standard dovuti. Proprio per questo chiediamo l’apertura immediata di un tavolo di confronto con i professionisti della distribuzione e le loro associazioni di rappresentanza».