Macchine che vanno in panne e si spengono a causa di iniettori sporchi. Sono state le improvvise e costanti segnalazioni di automobilisti alle officine di Roma a far scattare i controlli della Guardia di finanza. Che hanno fatto centro in diversi casi. Sono oltre dieci le tonnellate di carburante sequestrate, più di 20mila euro di sanzioni inflitte e un dato che preoccupa: circa un distributore su cinque tra quelli controllati è risultato irregolare. Nelle ultime 48 ore in diversi impianti di rifornimento della Capitale e della provincia, avviati dopo le ipotesi della benzina annacquata e del gasolio adulterato, i militari delle Fiamme gialle si sono presentati per verificare. L’Adnkronos aveva raccolto le testimonianze di numerosi meccanici romani, che nelle ultime settimane hanno registrato un’impennata di auto, moto e scooter con danni ai motori riconducibili a carburanti non conformi. “In cinquant’anni non abbiamo mai visto tanti casi”.
I controlli delle Fiamme Gialle hanno confermato che il fenomeno è tutt’altro che marginale. “Circa il 20% degli impianti controllati è risultato irregolare, sia per quanto riguarda la qualità del prodotto erogato, sia per l’esposizione al pubblico dei prezzi sia per il rapporto tra erogato e quanto prodotto effettivamente era sceso a terra: abbiamo sequestrato oltre 10,5 tonnellate di prodotti non conformi e sono state erogate sanzioni per oltre 20mila euro”, spiega il colonnello Daniele Corradini, comandante del I Gruppo Roma della Guardia di Finanza. Secondo Corradini, il problema non riguarda soltanto la Capitale. “Purtroppo su Roma è un fenomeno abbastanza esteso ma riguarda l’intero territorio nazionale: nel solo 2026 il comando regionale Lazio della Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro oltre 165 tonnellate di prodotto non conforme, con un aumento rispetto al 2025 di oltre il 350%”.










