L’attentato04 agosto 2026 alle 00:20Tre anni fa un ordigno a Sos Enattos: l’indagine per terrorismo è aperta

Erano stati abbracciati dall’ospitalità dei lulesi, e proprio nel paese ai piedi del Montalbo, da una decina di giorni avevano preso in affitto una casa. Partecipavano alla vita della comunità, anche ai quegli “spuntini” barbaricini, dove incontri ogni classe sociale del territorio e, dove loro, raccontavano il sogno dell’Et e della ricerca per le onde gravitazionali. Sono prima scienziati, ma da appassionanti, anche divulgatori della ricerca. E sono stati travolti da un atto di cui ancora, a 48 ore di distanza, non si conosce un vero perché. Carlo Giunchi e sua moglie, i due ricercatori dell’Ingv, vittime sabato notte di un attentato incendiario alle loro auto, oggi lasceranno l’Isola senza sapere per conto di chi, e soprattutto perché, sono finiti nel mirino. Un biglietto della nave - dice qualcuno ben informato - fatto prima che le loro auto andassero distrutte da un attentato su cui gli investigatori non tralasciano nulla. Si guarda ad ogni rapporto personale, ma anche a quelli istituzionali. E quelle fiamme hanno riportato alle paure del passato: a Sos Enattos, tre anni fa, era stato piazzato un ordigno. Inesploso. Terrorismo, l’ipotesi. Fiamme quelle di oggi invece che illuminano un passato ben più recente, e rimasto fino a ieri confinato nelle denunce e nelle indagini degli investigatori: a giugno i picchetti dei transetti di perimetrazione prodromiche agli studi di ricerca, erano stati divelti nottetempo. Non era la prima volta.