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Carlotta Lombardo e Alberto Pinna
Carlo Giunchi e sua moglie, ricercatori dell’Ingv, erano a Lula per la progettazione del più potente osservatorio europeo per ascoltare le onde gravitazionali. Ieri hanno lasciato l'isola
A Lula (Nuoro), paese della Barbagia candidato, insieme a Paesi Bassi, Belgio e Germania, a ospitare per l'Italia la sede dell'Einstein Telescope (ET), il più potente osservatorio europeo in corso di progettazione finora concepito per ascoltare le onde gravitazionali, le auto di due ricercatori dell'Istituto nazionale di geofisica sono state date alle fiamme.
I geologi Carlo Giunchi e la moglie erano arrivati a Lula una decina di giorni fa insieme ad altri ricercatori impegnati nelle fasi preparatorie al progetto quando, nella notte del primo agosto, un commando ha fatto irruzione nel cortile della casa che avevano preso in affitto al centro di Lula. Prima la fiammata, poi l'esplosione, con un’auto danneggiata e l’altra ridotta a una carcassa e l’impossibilità, vista la mancanza di telecamere in zona, di avere ulteriori informazioni. Un evidente avvertimento, al momento senza rivendicazioni e apparentemente inspiegabile.










