Il governo corregge in corsa il decreto Pnrr sulla futura gara per il servizio Intercity dopo le interlocuzioni con la Commissione europea. La riformulazione dell’emendamento approvata dalla Camera elimina il riferimento alla possibilità di affidare il servizio in “uno o più lotti“, uno dei passaggi che aveva suscitato le perplessità di Bruxelles e rischiava di complicare l’ultima fase di attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Rimane invece aperto lo scontro politico e sindacale sulle tutele dei lavoratori: la maggioranza ha infatti respinto gli emendamenti di Pd e Alleanza Verdi e Sinistra che chiedevano di inserire nella legge una clausola sociale vincolante in caso di cambio del gestore.

La nuova formulazione dell’emendamento riscrive il comma 1 dell’articolo 1 del decreto e sposta il baricentro della riforma. Non si interviene più sull’assetto della gara, ma sulle condizioni necessarie affinché la competizione possa svolgersi in modo effettivo. Entro 45 giorni dall’entrata in vigore del decreto e successivamente, ogni anno entro il 28 febbraio, Regioni e Province autonome dovranno trasmettere al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti i dati aggiornati sul materiale rotabile utilizzato per i servizi ferroviari in regime di contratto di servizio pubblico, compreso il relativo stato di manutenzione. Sulla base di queste informazioni il Mit predisporrà una relazione annuale sulla consistenza del materiale rotabile, indicando anche quali mezzi siano qualificabili come infrastruttura essenziale. La relazione dovrà essere resa disponibile ai potenziali concorrenti almeno tre mesi prima e poi almeno dodici mesi prima dell’indizione della gara, così da consentire una valutazione adeguata delle condizioni del servizio. Inoltre il ministero dovrà mettere a disposizione dell’operatore che si aggiudicherà la gara il materiale rotabile di proprietà dello Stato, garantendo condizioni di accesso “trasparenti e non discriminatorie”.