Addio alla gara unica per gli Intercity. Dopo giorni di trattative con Bruxelles, il governo ha cancellato dal decreto Pnrr la norma che avrebbe consentito di affidare il servizio con un unico lotto, facendo così cadere uno dei punti più controversi del provvedimento. Una retromarcia che conferma quanto anticipato da questo giornale sulla volontà di Palazzo Chigi di allinearsi alle richieste dell’Ue. Il nodo riguardava una partita da circa 3 miliardi di euro, quella per il futuro affidamento del servizio Intercity. La soluzione del lotto unico era stata sostenuta dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e appoggiata dai sindacati, convinti che una gara non frammentata avrebbe assicurato maggiori tutele per i lavoratori e una migliore continuità del servizio. Bruxelles, invece, ha sempre considerato quella strada poco coerente con gli obiettivi del Pnrr. Ieri l’emendamento in Aula L’emendamento approvato ieri dall’Aula elimina dal testo il riferimento all’appalto in «uno o più lotti», cancellando di fatto la possibilità dell’affidamento unico. Resta però aperto il fronte delle tutele occupazionali. Ed è proprio su questo terreno che si è concentrato il dibattito parlamentare. Pd, Movimento 5 Stelle e Avs hanno tentato di inserire nel provvedimento clausole sociali più stringenti, per garantire la continuità occupazionale e il mantenimento delle condizioni normative e salariali in caso di subentro di un nuovo gestore.
Pnrr e Intercity, dietrofront dell’esecutivo. Foti: “Non vogliamo un’altra procedura Ue”
Lo stop alla gara unica sblocca il decreto. Le opposizioni: «Ora tutele per i lavoratori»










