Lo ha sostenuto Tajani dopo gli arrivi a Ceuta, ma le cose non stanno così ANSA Il 30 luglio il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha criticato la politica migratoria del governo spagnolo, collegandola agli arrivi di migliaia di persone a Ceuta, l’exclave spagnola nella punta più a nord del Marocco. «Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500 mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di esseri umani», ha scritto Tajani in un post pubblicato su X. La frase di Tajani è stata definita «inappropriata» dal ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, che sempre su X ha detto di aspettarsi «solidarietà europea» da «un Paese partner e amico» e non «demagogia di parte», e per questo motivo ha convocato l’ambasciatore italiano a Madrid.

Al di là dei giudizi politici, la ricostruzione di Tajani contiene un errore centrale. Il governo spagnolo guidato da Pedro Sánchez non ha dato la cittadinanza spagnola a 500 mila persone: ha introdotto una procedura straordinaria che permette ad alcuni stranieri già presenti da tempo in Spagna di chiedere un’autorizzazione temporanea di soggiorno e lavoro.Il decreto del governo Sánchez Il provvedimento richiamato da Tajani è il Real Decreto 316/2026, approvato il 14 aprile ed entrato in vigore due giorni dopo. Il decreto, che aveva come obiettivo quello di regolarizzare i migranti irregolari che vivono e lavorano in Spagna, ha modificato il regolamento spagnolo sull’immigrazione, introducendo due nuove autorizzazioni di residenza temporanea per circostanze eccezionali. La prima procedura riguardava alcuni richiedenti protezione internazionale che avevano avviato la loro domanda prima del 1° gennaio 2026. La seconda era rivolta ad altre persone straniere che si trovavano già in Spagna prima di quella data e vivevano in una situazione amministrativa irregolare.