La crisi di Ceuta accende lo scontro diplomatico tra Spagna e Italia dopo le parole del vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani per l’arrivo di migliaia di persone nella città autonoma spagnola. “Sono favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna e ho piena fiducia nell’operato del Ministro Piantedosi”, aveva dichiarato Tajani dopo quanto accaduto. “L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di essere umani“, le parole del ministro degli esteri italiano in riferimento alla regolarizzazione di migranti avviata ad aprile dal governo di Pedro Sanchez.

Parole che hanno subito scatenato l’ira del governo spagnolo, che ha “bacchettato” Tajani e ha convocato per domani l’ambasciatore d’Italia. “Questo messaggio è inappropriato da parte del ministro degli Esteri di un Paese partner e amico, dal quale ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia di parte. Ho convocato per domani l’ambasciatore d’Italia”, ha annunciato su X il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares, commentando il tweet di Tajani. “Gli eventi di oggi sono legati a una sentenza del tribunale e non hanno nulla a che vedere con il contenuto del tweet“, ha replicato Albares, in quello che sembra un riferimento alla sentenza della Corte Suprema spagnola che ha stabilito che non si possono applicare i respingimenti a caldo, ovvero immediati, ai migranti intercettati in mare aperto che puntano a entrare a nuoto nelle città autonome di Ceuta e Melilla.