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Serena Palumbo

Nonostante il successo dell'operazione, l'emergenza resta aperta. La portata del Danubio è scesa tra i 1.550 e i 1.600 metri cubi al secondo

La siccità mette sotto pressione il sistema energetico della Romania, costringendo le autorità a ricorrere a un intervento straordinario per salvaguardare l'attività della centrale nucleare di Cernavoda. L'esercito ha eseguito un'esplosione controllata in ambiente subacqueo per rimuovere una formazione rocciosa e convogliare una maggiore quantità d'acqua del Danubio verso l'impianto, indispensabile per il raffreddamento del secondo reattore ancora operativo.

L'operazione, portata a termine dopo un primo tentativo fallito domenica, è stata annunciata dal ministro della Difesa Radu Miruta. «Ogni giorno aggiuntivo di funzionamento dell'impianto di Cernavoda è un guadagno», ha dichiarato il ministro, sottolineando l'importanza dell'intervento in una fase particolarmente delicata per la rete elettrica nazionale. Situata nel sud-est del Paese, Cernavoda è l'unica centrale nucleare della Romania. L'impianto utilizza l'acqua del Danubio per il raffreddamento del ciclo termico, ma il livello del fiume è diminuito sensibilmente a causa della prolungata siccità e delle temperature eccezionalmente elevate, che hanno accelerato il processo di evaporazione.