Con un secondo in meno per passare da 0 a 100 chilometri all’ora (adesso 12) e una percorrenza di 1.400 chilometri, la Captur Eco-G è una delle tre alternative a doppia alimentazione (benzina e Gpl) che Renault offre sul mercato italiano. La provata esperienza del gruppo in questo particolare segmento, che in Italia ha una quota importante, attorno al 10% (in nessun altro paese europeo arriva a tanto), e l’affidabilità dimostrata nel tempo da questa soluzione hanno trasformato la motorizzazione Eco-G in una proposta in linea con i tempi. E con la congiuntura globale. Perché le emissioni di CO2, una delle grandi sfide di questo scorcio iniziale del Terzo Millennio, sono di 117 g/km e perché i costi di gestione sono contenuti: è facile accorgersene quando si fa rifornimento, ma anche se si fanno i conti a fine anno.

Anche la Captur dispone della potenziata unità turbo da 1.2 litri a iniezione diretta, un tre cilindri benzina sviluppato per le caratteristiche del gas petrolifero liquefatto: un aggiornamento apportato alla seconda generazione del modello lanciato nel 2013 (la terza dovrebbe arrivare entro il prossimo biennio). È una motorizzazione che completa l’offerta della Losanga, che è già sul mercato con la prestazionale variante Full-Hybrid E-Tech da 160 Cv. Equipaggiata (ed equipaggiabile) con un importante armamentario di dispositivi di sicurezza e assistenza alla guida, la Captur (4,24 metri di lunghezza) assicura non solo un elevato comfort di conduzione, ma anche diverse modalità di guida intelligenti. La potenza dell’unità Eco-G è passata da 100 a 120 Cv e da 170 a 200 Nm.