“Le nostre idee si difendono ai gazebo, non coi proclami. Noi siamo pronti alle primarie. E soprattutto vogliamo vincere le secondarie per evitare Meloni al Quirinale, Salvini al Viminale e Vannacci premier”. Matteo Renzi raccoglie la sfida lanciata da Giuseppe Conte, che domenica ha invocato le primarie per decidere la linea del “campo largo” sul sostegno militare all’Ucraina, il tema più divisivo nella coalizione progressista. “In tutto il mondo ci sono due sinistre, con idee diverse sull’economia, la politica estera, l’energia. Ci sono da sempre gli Obama e i Sanders, i Biden e le Ocasio-Cortez. E le primarie servono a decidere candidato e sensibilità programmatiche”, scrive sui social il leader di Italia viva. “Il nodo è che il giorno dopo nessuno si può tirare indietro, chiunque vinca. Perchè dall’altra parte c’è Trump in America come Meloni in Italia. Ci sono due idee di sinistra. Andiamo alle primarie e che vinca il migliore. Con un patto di ferro da sottoscrivere prima: il giorno dopo tutti insieme. Altrimenti non sono primarie ma è una presa in giro. E a chi mi scrive “Io non condivido le idee di Conte”, rispondo: nemmeno io. Sull’Ucraina non mi pare che siano molto diverse da quelle di Salvini. Ma in democrazia ci si confronta e ci si misura”, afferma.