I patti, fin qui dichiarati, erano altri: confrontarsi sulle questioni che dividono l’alleanza progressista, in particolare la politica estera; scrivere, a partire da settembre, un programma di massima su cui poi sfidarsi ai gazebo per individuare il candidato premier della coalizione.

Ma Giuseppe Conte non ci sta.

E in un caldo pomeriggio agostano sceglie di ribaltare il tavolo, saltare ogni med…