Si apre un nuovo fronte nel campo largo. Che riguarda il sostegno militare all'Ucraina. Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 stelle, intervistato alla manifestazione PiazzAsiago, ha ribadito il no del suo partito alle armi a Kiev: "Per quello che riguarda aiuti e sanzioni economiche sì. Mi sembra che l'Ucraina abbia un arsenale militare super attrezzato, ci sono anche componenti di destra estrema e già c'è un mercato, ci si chiede che fine facciano quelle armi". Parole che stridono con quelle della sua alleata principale, Elly Schlein. La segretaria del Partito democratico in una recente intervista al Foglio ha ribadito il sì del Pd al sostegno militare a Kiev. Le parole del leader 5 stelle sono destinate a creare subbuglio all'interno dei partiti che si candidano a sottrarre Palazzo Chigi a Giorgia Meloni. Perché evidenziano due posizioni inconciliabili.

Ma come sciogliere questo nodo? Per l'ex premier la via è semplice: "lo scioglieremo con le primarie, faremo decidere agli italiani. Se dovessi essere io vincente, il giorno dopo mi batterò in Europa per trovare una soluzione negoziale, non scoprendo il fianco europeo, informando tutti, una soluzione che rispetti al massimo grado gli interessi dell'Ucraina che per me rimane il paese aggredito".