“Abbiamo chiesto di spostare le gare del fondo in un’altra location perché non ci fidiamo. Agli Europei le acque libere vengono prima della vasca: se stai male sulla Senna poi magari ti saltano le gare in piscina. È rischioso”. Ci risiamo. Gregorio Paltrinieri e le acque della Senna di Parigi, parte due. Ai Giochi Olimpici del 2024 fu un tema predominante tra acque sporche e infettate da batteri come l’Escherichia coli. Allenamenti cancellati e gare rinviate, ma gli organizzatori furono irremovibili: il nuoto di fondo andava svolto lì per preservare l’immagine della Francia e per non sprecare l’investimento del governo: “Nel nostro sport purtroppo l’atleta conta ancora poco“. A distanza di due anni, il problema torna: dal 4 all’8 agosto infatti il fiume francese tornerà a ospitare le gare del nuoto in acque libere durante gli Europei che sono in corso di svolgimento, dove l’Italia nei tuffi si è già presa grandi soddisfazioni.

“Alle Olimpiadi nella 10 km partivamo in trenta e almeno dieci sono poi finiti in ospedale. Io arrivavo da gare strepitose in vasca, avevo vinto l’argento nei 1500 e il bronzo negli 800, ma poi sulla Senna è stato tutto assurdo. Quest’anno abbiamo lottato tantissimo con la Federazione European Aquatics, abbiamo inviato due lettere firmate dagli atleti più forti, da Wellbrock a Rasovsky, la prima a gennaio, la seconda è di qualche settimana fa”, ha spiegato Gregorio Paltrinieri nel corso di un’intervista al Corriere della Sera. Niente da fare: si correrà ancora nella Senna, anche se in un altro tratto rispetto al 2024: “Ma sempre Senna è. Li abbiamo visti tutti i parigini che si buttano, ci stanno pochi minuti per rinfrescarsi, magari senza mettere la testa sotto. Noi invece dobbiamo nuotarci per 1 ora e 50 minuti, bevendo acqua putrida”.