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Lia Capizzi

A Parigi la rassegna continentale. Gregorio Paltrinieri ripercorre le polemiche delle Olimpiadi 2024 e sottolinea: «Possiamo stare male, ma non ci ascoltano. È una stagione di passaggio in funzione di Los Angeles»

Greg e la Senna, un amore mai sbocciato. La liaison con il fiume di Parigi è complicata per tutti i caimani del nuoto che martedì 4 agosto debutteranno agli Europei nella 10 km. Ai Giochi del 2024 fu un incubo tra acque nauseabonde sporche, infettate da batteri come l'Escherichia coli. Allenamenti cancellati, gare rinviate, gli organizzatori furono irremovibili, c'era da privilegiare l'effetto scenografico e soprattutto l'investimento di 1,4 miliardi di euro promosso dal governo.

«Alle Olimpiadi nella 10 km partivamo in trenta e almeno dieci sono poi finiti in ospedale. Io arrivavo da gare strepitose in vasca, avevo vinto l'argento nei 1500 e il bronzo negli 800, ma poi sulla Senna è stato tutto assurdo. Quest'anno abbiamo lottato tantissimo con la Federazione European Aquatics, abbiamo inviato due lettere firmate dagli atleti più forti, da Wellbrock a Rasovsky, la prima a gennaio, la seconda è di qualche settimana fa».