L'€conomista
Cesare Giraldi
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La delega fiscale è ormai vicina al completamento, ma uno dei capitoli più rilevanti resta ancora aperto: il riordino del gioco pubblico attraverso la rete fisica. Mentre il Governo ha già ridisegnato il settore online, introducendo nuove regole e avviando il nuovo ciclo delle concessioni, sale da gioco, ricevitorie, tabaccherie e pubblici esercizi continuano a operare in un sistema frammentato, condizionato da proroghe, normative regionali differenti e standard tecnologici non uniformi. Una distanza crescente tra due segmenti dello stesso mercato regolamentato, che rischia di indebolire la tutela dei consumatori, la tenuta delle imprese e il presidio della legalità.
Non è soltanto un ritardo normativo. La mancata riforma impedisce di affrontare insieme i nodi che da anni condizionano il comparto: il rapporto tra Stato, Regioni e Comuni, i limiti territoriali, la sostenibilità economica della rete, l’evoluzione tecnologica dei prodotti, la formazione degli esercenti e gli strumenti di prevenzione. In assenza di una disciplina organica, il mercato legale resta esposto a una sovrapposizione di vincoli che non sempre produce maggiore tutela, ma spesso riduce la capacità di controllo e lascia spazi alle offerte irregolari, soprattutto quando il confine tra canale fisico e digitale diventa sempre meno netto.











