Nel cantiere della delega fiscale che finora ha partorito 18 decreti legislativi (destinati ad arrivare a 20 quando sarà concluso l’iter del dlgs omnibus e del decreto sulla giustizia tributaria) e 8 Testi unici, c’è un desaparecido che potrebbe riservare un colpo di scena finale. Il dlgs sul riordino del gioco fisico, dai più considerato ormai finito su un binario morto, potrebbe essere ripreso per i capelli e portato in consiglio dei ministri per l’approvazione preliminare entro il prossimo 29 agosto, termine ultimo per l’esercizio della delega (a quel punto il governo avrebbe ulteriori 90 giorni di tempo per completare l’iter con l’intesa in Unificata, i pareri parlamentari e l’ok definitivo in cdm).

Quel che è certo è che il viceministro dell’economia, Maurizio Leo, non ha abbandonato definitivamente il dossier. Lo aveva annunciato il 25 giugno al roadshow Agenzia delle Entrate-Inps (“il Mef ha già lavorato, ora è all'esame di Palazzo Chigi che sta facendo degli approfondimenti; è un lavoro corale che non riguarda solo il Mef ma anche altri ministeri e bisogna dialogare su questo") ma è passato un mese e il testo non è ancora approdato sul tavolo del cdm. A pesare, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, i rilievi del sottosegretario Alfredo Mantovano sull’opportunità per il governo di intestarsi una riforma controversa nella parte finale della legislatura.