Le decisioni del GovernoLa delega. In arrivo l’ok finale in Cdm ai decreti Omnibus, su magistrati tributari e tributi localiSpinta ai rinnovi dell’accordo per le partite Iva con premi e sanatoria. Più flessibilità con l’integrativaUno sprint finale per la delega fiscale. Il Governo punta a chiudere il dossier dell’attuazione in Consiglio dei ministri con un tris di provvedimenti: decreto correttivo Omnibus, decreto sull’ordinamento dei magistrati tributari e il travagliato decreto sul fisco locale che dopo uno stallo di oltre un anno ha ricevuto uno nuovo slancio appena una settimana fa dopo la mancata intesa in Conferenza unificata. Anche se i tempi per ulteriori correzioni possono andare anche oltre la deadline di prima attuazione del prossimo 29 agosto, l’obiettivo è chiudere la partita ora totalizzando 21 decreti complessivi portati al traguardo a cui si aggiungono gli otto Testi unici già varati. Questo anche in prospettiva del prossimo autunno in cui i temi caldi fiscali saranno destinati alla manovra (l’ultima della legislatura prima delle elezioni) mentre per quanto riguarda la delega si cercherà di portare a casa il lavoro del primo Codice tributario delle disposizioni che disciplinano il fisco italiano.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIIl piatto forte dell’ultima “infornata” dei decreti è rappresentato in particolar modo dall’Omnibus, che è destinato ad allargarsi ulteriormente dopo il chiaro input arrivato dalle commissioni parlamentari con i pareri della scorsa settimana (si veda «Il Sole 24 Ore» del 30 luglio). In particolare con un nuovo restyling delle regole sul concordato preventivo biennale (Cpb) per le partite Iva. L’obiettivo che l’Esecutivo si prepara ad assecondare con una serie di interventi mirati guarda sia ai rinnovi del primo biennio di applicazione (2024-2025) sia a chi finora non ha mai optato. Per chi deve rinnovare, dopo i tentativi non riusciti negli emendamenti presentati durante la conversione dei decreti legge della scorsa primavera, è pronto a entrare in pista un sistema di premi per incentivare la (ri)adesione. È il caso degli esoneri dal visto di conformità per compensare crediti non oltre i 100mila euro per l’Iva e non oltre i 70mila euro per imposte dirette e Irap e sempre dal visto o dalla garanzia per i rimborsi Iva non oltre i 100mila euro. Un pacchetto si aggiungerebbe il taglio di due anni dei termini a disposizione del Fisco per gli accertamenti e lo stop agli interessi per i versamenti a rate che scaturiscono dalle dichiarazioni dei redditi. Mentre le valutazioni dell’ultimo minuto potrebbero portare a inserire nell’elenco dei vantaggi – come richiesto nelle osservazioni delle commissioni parlamentari - anche la possibilità di pagare a rate saldi e acconti delle imposte dovute senza interessi e la salvaguardia per permettere l’ampliamento della compagine sociale senza far scattare esclusione o cessazione dal concordato a condizione che i nuovi soci o associati abbiano conseguito nell’anno precedente un reddito non superiori a 35mila euro. Ma la spinta decisiva per tornare a dire sì all’accordo biennale con il fisco è destinata ad arrivare dal ravvedimento speciale, ossia alla sanatoria sul passato che mette in agenda anche la regolarizzazione relativa all’anno d’imposta 2023.Per la platea di partite Iva soggette alle pagelle fiscali (gli Isa) tra le soluzioni da mettere in campo c’è anche la chance di correggere omissioni o errori attraverso la dichiarazione integrativa e il ravvedimento operoso con un ricalcolo dei valori del concordato che permetterebbe, così, di evitare la decadenza.C’è poi anche l’altra “gamba” del nuovo rapporto fisco contribuente delineata dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo nella sua riforma: la cooperative compliance, ossia il regime di adempimento collaborativo che punta a un tutoraggio delle grandi imprese (la soglia di accesso è ora 500 milioni di euro di ricavi o di volume d’affari ed è destinata a scendere a 100 milioni di euro dal 2028) e delle Pmi che scelgono di dotarsi di un sistema di gestione del rischio fiscale (il tax control framework). Proprio sul punto verrà accolta la richiesta avanzata dai commercialisti di una proroga di tre mesi dal 30 settembre al 31 dicembre 2026 per la certificazione delle imprese che hanno presentato domanda di accesso nel 2024 e nel 2025.Sul fronte del reddito d’impresa si profila, invece, un ulteriore aumento del prelievo per l’affrancamento delle partecipazioni detenute in Paesi black list. Il testo del decreto Omnibus approdato in Parlamento per i pareri già contiene un aumento dal 21% al 31% ma l’asticella ora dovrebbe essere portata al 36 per cento. Il tutto senza dimenticare che l’Omnibus abbraccia diverse tematiche come il nuovo intervento sulla tassazione delle auto aziendali, su cui la commissione Finanze della Camera ha chiesto di eliminare l’aumento del 50% della tassazione per i veicoli immatricolati da più di cinque anni.NewsletterNotizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.Iscriviti
Fisco, riforma allo sprint finale. Cambia ancora il concordato
La delega. In arrivo l’ok finale in Cdm ai decreti Omnibus, su magistrati tributari e tributi localiSpinta ai rinnovi dell’accordo per le partite Iva con premi e sanatoria. Più flessibilità con l’integrativa






