Il tema del riordino del gioco pubblico continua a essere al centro del confronto tra istituzioni, associazioni e operatori del comparto. Un discorso già richiamato nei mesi scorsi da Gennaro Schettino, presidente di AGIC, che aveva sottolineato la necessità di completare il percorso di revisione del settore per accompagnarne i cambiamenti e favorire una maggiore omogeneità sul territorio.
Oggi, accanto alle posizioni espresse da AGIC, anche altre realtà della filiera stanno portando l’attenzione su un aspetto spesso poco approfondito: la rete fisica non è un insieme uniforme, ma un sistema composto da soggetti diversi, ciascuno con caratteristiche e funzioni specifiche.
Quando si parla di rete fisica del gioco pubblico, si tende spesso a immaginare una realtà omogenea. Eppure, il comparto riunisce una pluralità di operatori che svolgono ruoli differenti e che contribuiscono al funzionamento del sistema attraverso modelli organizzativi diversi tra loro.
Concessionari, tabaccherie, punti vendita, reti territoriali e attività specializzate rappresentano infatti componenti distinte di una stessa filiera. Ognuna risponde a esigenze specifiche, affronta dinamiche economiche differenti e svolge funzioni che si intrecciano con quelle degli altri soggetti coinvolti.









