Al Congresso internazionale di psicologia applicata, un workshop dedicato alla tutela dei consumatori
Quanto incide l’educazione finanziaria nella prevenzione del gioco problematico? Quali sono gli interventi che mettono in campo istituzioni e aziende del settore per promuovere il gioco responsabile? E ancora: cosa possono fare gli stessi giocatori per auto-tutelarsi? Queste sono solo alcune delle domande al centro del workshop «Oltre il “gioca responsabilmente”: quali nuove strade per la tutela del consumatore nel mercato del gioco?», che si è tenuto giovedì 23 luglio all’Icap, il primo congresso internazionale di psicologia applicata, che si svolge in questi giorni a Firenze. A confrontarsi sono stati Serena Di Vita, Sustainability & Responsible Gaming Director di Flutter SEA, Chiara Barone, PhD dell’Università Cattolica di Milano, Gianluca Brambilla, giornalista di Open.
“Le regole del gioco”, il progetto di Open sul gioco consapevole
In apertura del workshop, è stata raccontata la genesi de “Le Regole del Gioco”, il progetto editoriale realizzato da Open in collaborazione con Sisal e articolato in cinque capitoli. Si parte da «Riconosci il segnale», che fotografa la diffusione delle nuove dipendenze nell’era digitale, per poi passare a un capitolo che spiega come il vero motore della compulsione sia l’incertezza, capace di attivare il rilascio di dopamina e scavalcare le aree del cervello deputate al controllo cognitivo. Il terzo passo chiave del progetto, denominato «Decifra la piattaforma», aiuta gli utenti a difendersi da algoritmi e dark pattern, ossia tutte quelle scelte di design digitale studiati appositamente per prolungare la permanenza online dei giocatori. Il workshop organizzato a Firenze è servito anche a ricordare l’impatto economico del settore del gaming, che muove un giro d’affari pari all’1,1% del Pil italiano e vanta circa 150mila occupati. Nel 2025, la raccolta complessiva del settore ha superato i 165 miliardi di euro.








