La nuova gru installata sabato nei pressi del Porto Rossi, nell'area del Caito a Catania, per effettuare interventi di recupero delle imbarcazioni affondate dopo il ciclone Harry di gennaio, è «una iniziativa privata, da non confondere con l'intervento pubblico». A precisarlo è un gruppo di 32 armatori dopo la notizia dell'installazione della gru, avvenuta sabato 1 agosto, data da "La Sicilia". Nella nota si specifica la separazione tra la fase di recupero e quella di messa in sicurezza con fondi pubblici: «L’articolo lascia intendere che la rimozione delle imbarcazioni relitte sull’arenile di Porto Rossi rientri nell’intervento pubblico finanziato dalla Regione. Non è così. Quell’operazione non utilizza né utilizzerà un euro di fondi pubblici». Il riferimento è all'intervento deciso dalla Regione a marzo scorso per il “ripristino e la messa in sicurezza del porticciolo previa rimozione di imbarcazioni o relitti danneggiati o affondati al fine di evitare eventuali rischi ambientali”. Sono lavori che sono stati decisi con “somma urgenza” ai sensi degli articoli 140 e 140 bis del Dlgs numero 36 del 2023, è previsto che durino 150 giorni. L’importo dell’intervento nell’area del Porto Rossi è da 800mila euro ed è stato affidato all'impresa Idresia Infrastrutture srl di Montaquila.