di

Greta La Rocca

Promuovere un ambiente digitale corretto e protetto non è semplice e i videogiochi sono l’ambito più a rischio: le interfacce catturano l’attenzione e creano assuefazione. Come evitare i rischi

Promuovere un ecosistema digitale sicuro, trasparente ed equo: è l’obiettivo dell'Associazione Italiana Commercio Elettronico impegnata a diffondere la cultura della conformità normativa tra le imprese, dal GDPR al Digital Services Act, affinché la progettazione dei servizi web sia etica e tenga conto della vulnerabilità dei più giovani. «Quando parliamo di e-commerce e servizi digitali, la fiducia di chi compra è il motore del mercato. Per questo, un ambiente digitale corretto e protetto non è solo un dovere etico verso i consumatori, ma è anche un preciso interesse economico delle imprese, poiché la legalità e la sicurezza generano stabilità e competitività nel lungo periodo. La tutela dei diritti digitali e la protezione dei minori online non sono freni allo sviluppo, ma precondizioni essenziali per il business stesso» spiega Manuela Borgese, avvocato, vicepresidente di Aicel e mamma di due adolescenti. Uno degli ambiti più delicati interessa aziende e modelli di business che utilizzano l'architettura delle interfacce per aggirare il consenso consapevole degli utenti. Fra i contesti di maggiore impatto su questi temi, vi è quello dei videogiochi.