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Mara Rodella

La sentenza della Corte dei Conti che accoglie le richieste della Procura regionale: 20mila euro alla Loggia per i «danni di immagine e prestigio» all'ente. L'ex vigile era stato condannato in appello, lo scorso ottobre, anche per presunte multe comminate da remoto.

«Ha cagionato un indubbio danno all’immagine del Comune di Brescia, atteso che la vicenda ha avuto ampia risonanza nell’ambito dell’amministrazione, in ambito giudiziario e nei mass media»: lo scrive la Corte dei Conti, sezione per la Lombardia (presidente Vito Tenore) nella sentenza con cui, in quattordici pagine, condanna un ex agente 52enne in servizio alla Polizia Locale, in Loggia, a risarcire l'amministrazione comunale versandole 20mila euro. All'origine della causa, le notti - teoricamente servizio - trascorse a suon di incontri hot in città con l'auto di servizio. Comportamenti che avrebbero leso «la credibilità» e «il decoro» dell'ente pubblico.

I fatti risalgono al 2011, anno in cui, nel mese di settembre, durante un servizio di controllo due colleghi notarono e riconobbero una delle vetture «civetta» della Polizia Locale «in dotazione all'ufficio di polizia giudiziaria del Comando», parcheggiata, senza conducente a bordo, nella zona industriale di Brescia, «vicino ad alcuni cassonetti dell'immondizia», salvo poi notare il 52enne he tornava al posto guida «a piedi, da una zona alterata» e salire in auto. Quella notte, «avrebbe dovuto svolgere il proprio turno di servizio presso l'ufficio di pg a supporto interno delle pattuglie».