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Redazione Brescia

La sentenza della Corte d'appello ha sancito il risarcimento nei confronti di Gianfranco Paroli. Ora si attende l'esito di un'analoga vicenda processuale di altri 70 residenti della zona che chiedono oltre 2 milioni di euro di danni al Comune

La Loggia è costretta a risarcire 60mila euro a una famiglia residente nel quartiere del Carmine per i rumori molesti della movida. Questa la sentenza della Corte d’appello in merito alla causa indetta da Gianfranco Paroli (il fratello dell’ex sindaco di Brescia Adriano Paroli) e dalla consorte. Come riporta il quotidiano Bresciaoggi, si tratta di un contenzioso aperto nel 2014 e che ha raggiunto quattro gradi di giudizio. I danni chiesti dai cittadini riguardano la perdita di sonno e di qualità della vita, danni alla salute, penalizzazioni economiche per aver dovuto compiere delle opere in casa al fine di smorzare il rumore.È emersa in sede processuale la responsabilità amministrativa della Loggia poiché le emissioni sonore nelle viuzze del centro storico durante la movida (di circa 20 decibel) erano oltre la soglia di tolleranza e l’amministrazione comunale non ha dimostrato di aver messo in campo le azioni necessarie per contenere le problematiche. La sentenza riporta la testimonianza del comandante della polizia locale il quale ha riferito che non sono mai state effettuate azioni per disperdere gli assembramenti notturni rumorosi, che le forze dell’ordine non avevano la strumentazione per misurare il rumore e che la Loggia non ha mai elaborato un piano per il risanamento acustico. Infine è stato sancito che la responsabilità del Comune esiste a prescindere dal fatto che il rumore fosse prodotto dai locali della zona poiché le forze dell'ordine non sono intervenute per disperdere i gruppi di persone. Insomma, una sentenza che potrebbe rivelarsi un precedente per la causa dei 70 residenti che hanno chiesto alla Loggia un risarcimento di oltre 2 milioni di euro.