“Vivevo a Milano, un bel lavoro, soddisfacente carriera, eppure non ero felice. Forse per via della perdita di mio padre, mal digerita. Pensavo a lui, che da giovane era emigrato dal Cilento in cerca di opportunità ed era riuscito, con impegno e sacrificio, a costruirsi una solida realtà imprenditoriale e una vita serena. Non aveva mai dimenticato le sue origini e aveva trasmesso anche a me l'amore per quella terra. Mentre vivevo un momento di profondo dolore e crisi, qualcosa mi ha fatto capire come avrei potuto uscirne». Alberto Carrato, imprenditore di 29 anni, è il protagonista della vicenda cui abbiamo deciso di dare spazio questa settimana.

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L’amore per il Cilento “I miei genitori si sono trasferiti dal Sud al Nord in cerca di una vita migliore. Mio padre Dante proveniva da una famiglia poverissima del Cilento che si era trasferita in Brianza per cambiare vita. Mia madre Patrizia, invece, ha origini pugliesi e da giovane partì da sola alla ricerca di maggiori opportunità professionali. Grazie ai loro sacrifici ho vissuto una vita serena, stabile e piena d’amore, forse senza troppa consapevolezza. Ogni estate la trascorrevamo in Cilento, nella casa che i miei genitori avevano costruito a Palinuro. Era il loro orgoglio, il risultato concreto di anni di lavoro e sacrifici. Per me era semplicemente il posto più bello del mondo. Mio padre mi raccontava continuamente la sua storia, fatta di facce e luoghi e mille difficoltà vissute da bambino in quei bellissimi luoghi. Diceva spesso ‘bisogna fare qualcosa per quella terra!’. Quell'amore, inevitabilmente, è diventato anche il mio, me lo sono ricordato quando è venuto fuori da un cassetto un tema che avevo scritto a soli nove anni: cosa vuoi fare, da grande? Lavorare in Cilento. Senza saperlo, stavo già scrivendo una parte del mio futuro. Dopo il liceo ho scelto di studiare Scienze del Turismo all'università e nell'estate del 2018, mentre terminavo la tesi di laurea, è iniziato il periodo più difficile della mia vita”.