Un documento Onu ricostruisce le violenze tra forze governative, comunità drusa e gruppi sunniti, citando «omicidi, attacchi indiscriminati contro civili, arresti arbitrari e rapimenti, torture e maltrattamenti, saccheggi, violenze sessuali». I casi di rapimento irrisolti, come quello di Nauraz, 31 anni, sono centinaia«Non so nulla di mio figlio. Non so come stia, dove si trovi, se sia vivo o morto, se mangi o abbia fame, se dorma, se sia malato. Come si può sentire un padre in questa situazione?», chiede al telefono con Domani Nabil Mustafa Mahmood, 63 anni, dalla cittadina siriana di Suwayda, a sud-est di Damasco. Suwayda oggi di fatto si autogoverna, ma è circondata dalle truppe del presidente Al Sharaa, al potere dalla caduta della dinastia degli Assad alla fine del 2024. È abitata prevalentemente da drusDavide LernerGiornalista italiano, attualmente ricercatore al Reuters Institute di Oxford. È una voce di Radio 3 e ha lavorato per tre anni nella redazione del quotidiano Haaretz in Israele. Ha scritto Il sentiero dei dieci, una storia fra Israele e Gaza (Piemme 2024).
Drusi, beduini e desaparecidos. In Siria le ferite sono sempre aperte
Un documento Onu ricostruisce le violenze tra forze governative, comunità drusa e gruppi sunniti, citando «omicidi, attacchi indiscriminati contro civili, arresti arbitrari e rapimenti, torture e maltrattamenti, saccheggi, violenze sessuali». I casi di rapimento irrisolti, come quello di Nauraz, 31 anni, sono centinaia







