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15 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:00

Il 15 luglio un uomo in abiti civili è seduto all’ingresso di una scuola del villaggio di Tha’la, nell’entroterra di Suwayda, Siria meridionale. Viene interrogato da tre uomini armati in uniforme militare muniti di fucili di tipo AK. Gli chiedono “Sei musulmano o druso?” L’uomo risponde che è siriano. Glielo chiedono una seconda volta e questa volta risponde “druso”. Gli sparano e lo uccidono. Gli assassini, in varie uniformi comprese quelle nere della Sicurezza generale, erano entrati nel villaggio con carri armati ed altra artiglieria pesante poche ore prima.

Questa è una delle numerose prove, basate su testimonianze dirette o su video verificati, delle uccisioni di decine di civili appartenenti alla minoranza drusa, intorno alla metà di luglio. Su 46 di queste uccisioni (44 uomini e due donne) Amnesty International ha redatto un rapporto, che invano ha chiesto alle nuove autorità di Damasco di commentare.