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6 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 8:00
E’ notte ad Ancona, quando Asmae Dachan, giornalista e scrittrice italo-siriana, parte verso la Siria. Per tutti gli anni della guerra, si è adoperata nel raccontare – non sottraendosi a un prezzo da pagare – il paese da cui il padre e la madre sono fuggiti oltre 45 anni fa.
E quando arriva in Siria, il 27 dicembre 2024, appena quindici giorni dopo la fine di un regime brutale, quello incarnato da Bashar al Assad che ha mietuto mezzo milione di vite e raso al suolo un paese, Asmae compie un vero e proprio viaggio nei luoghi che ha narrato per anni. Anzi, un pellegrinaggio. Perché in Siria, il giorno dopo, in uscita il 16 gennaio 2026 per Add editore, l’autrice ha visitato e raccontato i luoghi simbolo per i siriani. Dalla casa di Hamza al Khateeb, tredicenne massacrato a Daraa, nel 2011, all’alba delle proteste, e riconsegnato dai servizi segreti siriani morto ed evirato alla famiglia; fino al carcere di Seydnaia, dove decine di migliaia di oppositori o semplici cittadini hanno trovato la morte all’ombra di una dittatura considerata da molti – ancora oggi – occidentalizzata e laica: per questo giustificabile.






