Pavia Due addii che lasciano un doloroso vuoto in corso Garibaldi. Venerdì ha chiuso i battenti la storica salumeria Carena, entrata nel novero delle botteghe storiche della città. Nelle stesse ore il barista Tamer Gabr prendeva gli ultimi ordini al Caffè San Michele: da settembre l’attività cambierà titolare. La salumeria Di padre in figlio, in nipote. Dietro al bancone della salumeria Carena in corso Garibaldi 12 si sono avvicendate tre generazioni in novantanove anni di storia. Già, perché nonno Piero ha aperto il negozio nel 1927, in pieno Fascismo. Negli anni, ha poi ceduto il grembiule al figlio Natale, che l’ha conservato (si fa per dire) fino al 2019, prima di andare in pensione. Da allora è stato Luca Carena, oggi 58enne, a portare avanti la baracca. Venerdì ha però deciso di dire basta. «Pesano i problemi fisici e anche quelli economici – racconta – Negli ultimi anni c’è stato un considerevole calo dei clienti: le persone hanno meno soldi in tasca, sono cambiate le abitudini e i tempi lavorativi sono diversi». E aggiunge con voce strozzata: «Questo negozio è una cosa di famiglia, non è stato semplice decidere di interrompere l’attività».
Un insegnamento di papà? «Lavorare senza fretta, con dedizione: la qualità prima di tutto». Da Carena hanno fatto la spesa, tra gli altri, il cantautore Drupi, l’ex ministro dell’Economia Giulio Tremonti e il cardiochirurgo Mario Viganò. Qui potevano trovare leccornie della tradizione come le lingue salmistrate, i nervetti, i cappelli del prete, i salami sotto grasso, i ciccioli di maiale e tanto altro. «Quasi tutte pietanze di nostra produzione – dice Carena – Un tempo facevamo anche il cotto pallido e i sanguinacci dolci: poi i gusti sono cambiati e li abbiamo tolti dal menu». Il barista Il primo luglio 2003 Tamer Gabr, oggi 45enne, entrava per la prima volta al Caffè San Michele per lavorarci. All’epoca lavorava a Rosate, in provincia di Milano, e faceva il pendolare fino a Pavia. Poi nel 2015 si è trasferito. I ricordi di questi ventitré anni gli strappano un sorriso: «Molti clienti abituali – dice – nel tempo sono diventati amici: il rapporto di lavoro si è trasformato in un rapporto di fiducia e stima. Oggi abbiamo un gruppo di calcetto e ogni giovedì andiamo a giocare insieme».








