Per 41 anni Giovanni Dimase ha guardato l'evoluzione della città restando dietro le vetrine della sua profumeria su corso Vittorio Emanuele, in pieno centro a Bari. Da qualche giorno è iniziata la svendita dei prodotti perché a fine giugno chiuderà per sempre. "Qualche cliente storico, appena ha appreso la notizia ha pianto - racconta Dimase, 68 anni tra qualche giorno - I costi sono diventati insostenibili e la concorrenza delle grandi catene è spietata. Siamo in perdita, andrò in pensione con poco".

A marzo 2022 nei Paesi dell'Unione europea è stata vietata la vendita di prodotti cosmetici contenenti una sostanza sintetica profumata che si chiama Lilial, considerata pericolosa per la salute. "Abbiamo dovuto riacquistare tutti i prodotti" osserva.

A questo si aggiugono le difficoltà logistiche, quelle vecchie e quelle più recenti dovute soprattutto ai circa cento cantieri sparsi per la città. "Bari è bella - continua il proprietario - Ma qualsiasi manifestazione si faccia, bloccano l'ingresso e i clienti hanno difficoltà ad entrare e uscire. Lo stiamo vedendo oggi con la presenza del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, nel palazzo della Prefettura qui di fronte, e lo viviamo anche nel periodo di Natale quando montano il palco per Capodanno".