Con il film di Nolan anche i fumetti riscoprono il poema di Omero. Ma qui è Paperina a prendere il mare per ritrovare il suo Paperulisse di Silvia Stucchidomenica 2 agosto 20264' di letturaC’era una volta un re; di più, un eroe, che da molti anni cercava di tornare alla sua patria, alla sua casa, da sua moglie e suo figlio. Un archetipo, quello che sta alla base dell’Odissea, alla base di tutti i romanzi d’avventura, rielaborato e reinterpretato decine di volte; e mentre i cinema si riempiono per vedere, e commentare – nel bene e nel male - l’Odissea di Nolan, la Disney non resta a guardare, e propone nientemeno che la Papernelope (Giunti, 128 pp., 16, 90 euro, testi di A. Macchetto, disegni di G. Perissinotto, colori di A.Cagol, con una prefazione di A. Cazzullo). Questa non è una parodia, non è una riscrittura, ma è, piuttosto, un divertito omaggio al poema omerico attraverso la figura di Paperina, che qui riveste il ruolo di Penelope, diventata per antonomasia la moglie fedele, custode della famiglia e della casa. Ma questa volta Paperina, rivestendo gli (splendidi!) panni di Penelope, dona al personaggio una veste molto più dinamica: il sottotitolo, del resto, parla chiaro: «Un viaggio epico».Già, perché Papernelope, stanca di aspettare Paperulisse che non dà notizie da troppo tempo, fa della sua eterna tela una vela, prende uno scudo – perché non si sa mai - e si imbarca, alla ricerca dell’amato. Quest’ultimo la tendenza al vagabondaggio e a fare “il giro largo”, come si suol dire, ce l’ha nel sangue: già da paperotto, infatti, quando la mamma lo mandava a prendere illatte, Paperulisse sognava di sconfiggere giganti e compiere eroiche imprese; e si scordava regolarmente il latte. Era fatto così, insomma, ma Papernelope lo conosceva, e lo amava anche per questo suo carattere da sognatore.METIS E SIRENE