Un paper del Ministero del Commercio delinea la postura in vista delle tensioni con l'Ue in autunno, usando le fonti occidentali (Bce, Fmi, Omc) per contestare punto per punto l'accusa europea di sussidiare le imprese, comprimere la domanda, controllare i capitali e svalutare lo yuan per invadere i mercati esteri. L'allarme in Europa: "Le importazioni di merci cinesi aumentano il potere d’acquisto oggi, ma distruggono la base industriale da cui dipende il reddito di domani"
Un position paper di circa 40 pagine pubblicato dal Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese è il manifesto che delinea la postura di Pechino in vista di una guerra commerciale con l'Unione Europea che appare sempre più inevitabile. Il mese di ottobre si terranno due eventi di portata potenzialmente storica nella definizione delle relazioni economiche e politiche tra la Cina e l'Ue: la quinta sessione del plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese per approvare il 15° Piano quinquennale, che guiderà la Repubblica Popolare dal 2026 al 2031; il decisivo vertice tra Bruxelles e Pechino per definire finalmente come riequilibrare i rapporti commerciali mai come oggi sbilanciati. A






