MILANO – Il surplus monstre di Pechino aveva già fatto storcere il naso a Emmanuel Macron. Adesso a lamentarsi del record di oltre mille miliardi di dollari sono le imprese europee. E come il presidente francese, anche loro avvertono che il nuovo trend sta “spingendo” l'Ue ad adottare un approccio commerciale più offensivo verso la Cina.
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“Evitare la dipendenza da Cina o Usa nell’approvvigionamento”
Nel rapporto Affrontare le dipendenze della catena di approvvigionamento: sfide e scelte, la Camera di Commercio Ue in Cina ritrae un’immagine dettagliata dei timori che aleggiano tra gli imprenditori. Sebbene le aziende dell'Unione continuino a puntare sul mercato cinese, recita il testo, l'influenza eccessiva di Pechino sulle catene di approvvigionamento si sta dimostrando controproducente per alcune aziende straniere e per i mercati dei Paesi terzi, obbligando la diversificazione al di fuori del Dragone in determinate aree.
Il consiglio alle imprese, strette tra le politiche preferenziali di Pechino per le aziende locali e la volatilità commerciale di Washington, è di “eliminare, ove possibile, la dipendenza da un'unica fonte sia dalla Cina che dagli Stati Uniti” nelle loro catene di approvvigionamento.






