Roma, 18 giu. (askanews) – La Cina ha risposto oggi duramente alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ieri ha accusato Pechino di distorcere il mercato col suo eccesso di capacità produttiva e coi suoi sussidi. Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Guo Jiakun, nella quotidiana conferenza stampa a Pechino, ha bollato le dichiarazioni come un “tentativo di danneggiare i diritti di sviluppo cinesi o di sacrificare i nostri interessi a vantaggio altrui”.

Al G7 in Canada, von der Leyen ha lamentato il fatto che la Cina “si definisce ancora un Paese in via di sviluppo e questo non può essere”. La Cina – ha proseguito – “ha ampiamente dimostrato di non essere disposta a vivere entro i limiti del sistema internazionale basato sulle regole. Mentre altri aprivano i loro mercati, la Cina si concentrava sulla riduzione delle tutele della proprietà intellettuale e su ingenti sussidi con l’obiettivo di dominare la produzione e le catene di approvvigionamento globali. Questa non è concorrenza di mercato, è distorsione intenzionale. E mina i nostri settori manifatturieri”.

Guo ha espresso a nome di Pechino “forte insoddisfazione e ferma opposizione” alle affermazioni della numero uno della Commissione. “La politica cinese di sussidi industriali si fonda su principi di apertura, equità e conformità, rispettando rigorosamente le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio. Lo sviluppo delle nostre industrie si basa su continua innovazione tecnologica, un sistema integrato di produzione e approvvigionamento, concorrenza di mercato effettiva e abbondante capitale umano. Ciò che conta è la vera capacità produttiva, non i sussidi. La nostra capacità nel settore delle energie rinnovabili contribuisce in modo significativo alla lotta globale contro il cambiamento climatico e alla transizione energetica”, ha rivendicato il portavoce.