Sono sgomento. Leggo di scontri con i No Tav nel cantiere in Val di Susa. Devo essermi distratto. Ero convinto che la linea ad alta velocità tra Torino e Lione fosse in funzione da anni. Forse era il 2001 che si cominciò a parlarne. Più o meno quando Al Bano conobbe Loredana Lecciso. Sulla vicenda di A Bano e Loredana sono rimasto aggiornato. La Tav davo per scontato che fosse un lavoro concluso.
Poi leggo che il tribunale di Milano chiude un ciclo di lavorazione nell’ex ILVA per inquinamento da amianto. Sarà stato quindici anni fa che la magistratura ha iniziato a occuparsi del siderurgico di Taranto. Più o meno dal tempo del divorzio tra Al Bano e Romina.
Negli stessi giorni Kiev non era ancora bombardata dai russi ma allo stadio nella finale degli europei la Spagna ci bombardò: quattro a zero e tanti saluti a Prandelli.
Com’è possibile che i lavori della Tav vadano avanti da anni, che i manifestanti di oggi siano probabilmente i figli di quelli di ieri? Generazioni di manifestanti. E a Taranto, dopo oltre quindici anni di morti da inquinamento, processi, commissari, vertici, provvedimenti “salva-Ilva”, valanghe di soldi c’è ancora un impianto che sputa amianto. Ad oggi si contano circa 30 decreti governativi, definiti “misure di interesse strategico-ambientale”.









