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Nell’exclave spagnola di Ceuta, dopo la grave crisi migratoria in cui oltre 50 mila persone erano entrate dal Marocco in meno di 24 ore, la situazione sta lentamente tornando alla normalità, anche se non del tutto. Alcune centinaia di persone migranti rimangono in città, dove continuano i pattugliamenti di esercito e polizia, arrivati in massa dalla penisola spagnola nei giorni scorsi. Il governo sta anche installando nuove barriere contro l’arrivo delle persone migranti, che però potrebbero non risolvere la situazione, e anzi peggiorarla.
Almeno sessantasette persone sono morte, quasi tutte cercando di raggiungere Ceuta a nuoto. Sabato il lavoro di recupero dei corpi era ancora in corso.
Ceuta è piccola: ci vivono meno di 85 mila persone. Per questo, quando giovedì ne sono arrivate oltre 50 mila dal Marocco, tutta la comunità è entrata in uno stato di emergenza. Tutti i negozi hanno chiuso, molte persone hanno evitato di uscire di casa. Il governo ha inviato l’esercito e i rinforzi di polizia per cercare di tenere sotto controllo la situazione.
Le operazioni di recupero dei corpi a Ceuta, 1° agosto 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)













