Il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, fa il punto sulla sequenza sismica che ha colpito i Campi Flegrei: la scossa principale di magnitudo 4.7 ha avuto un ipocentro superficiale che ha generato accelerazioni particolarmente sostenute vicino all'epicentro, tali da danneggiare gli edifici della zona. Qual è l'ultimo aggiornamento sui feriti? «Si contano 26 feriti: 21 all'ospedale di Pozzuoli, 5 a Giugliano. Due i codici rossi: un paziente con schiacciamento del torace e frattura dello sterno, in chirurgia e sotto osservazione, e un trauma cranico, anch'esso in osservazione, con prospettiva di dimissione. Vorrei specificare che tutti gli ospedali coinvolti, compreso il San Paolo di Napoli, sono stati controllati: nessun danno, operatività mai interrotta. Tutti i feriti sono di Pozzuoli».

Il comune che ha anche avuto i danni maggiori. «Esatto. I crolli di calcinacci e di costoni sono stati notevoli. Danni minimi invece a Quarto, Marano e Monte di Procida. Anche Bagnoli, nel Comune di Napoli, ha risentito della scossa ma attualmente sono in corso i rilievi per quantificare il fenomeno, ed è stata aperta un'area di accoglienza in via Terracina». Quanti sono finora gli sfollati? «Gli sfollati sono al momento 300. Ci sono ancora richieste di verifiche su abitazioni ai vigili del fuoco, e ci vorrà del tempo per poter eseguire tutte le verifiche, ma escludo che il numero di sfollati aumenterà. Le abitazioni con provvedimento di sgombero sono, in via ancora provvisoria, intorno a 10. Ma sono dati in via di evoluzione. L’hub del PalaTrincone sta accogliendo parte degli sfollati (gli altri sono da parenti) ma anche cittadini che non se la sentono di rientrare nelle loro abitazioni e comprendo le loro difficoltà». Procederete a controlli capillari sulle abitazioni segnalate? «Certo, come già avvenuto in passato. Il problema è che chi ha una casa non a norma danneggiata, spesso evita di chiedere l'agibilità per timore di perderla senza poterla recuperare. Sappiamo che molti non lo faranno, ma abbiamo l'obbligo morale di ribadire che la valutazione degli immobili resta prioritaria per la sicurezza delle persone. La vita prima di tutto, quindi invito tutti a segnalare danni per evitare tragedie». Come mai la scossa di venerdì sera ha provocato tanti danni? «Rispetto a quelle più elevate degli anni precedenti di magnitudo 4.6, è stata lievemente più superficiale e questo ha creato un’accelerazione che ha raggiunto 1 g, un valore altissimo, paragonabile al terremoto del Centro Italia del 2016 sebbene quello fu tettonico e questo vulcanico. È un dato utile per far capire, con un paragone concreto, la portata reale di questo evento. E cambia anche la natura dei danni: fino agli anni scorsi si rovinavano quasi solo elementi non strutturali, calcinacci e cornicioni; stavolta l'accelerazione ha inciso davvero sulla struttura degli edifici, ed è per questo che i cittadini devono lasciar entrare i tecnici per i controlli di agibilità». Durante la scossa principale ci sono stati problemi alla rete elettrica. Cosa li ha provocati? «Il blackout ha interessato circa 100mila utenze, rientrato in meno di due ore. Si era parlato di un traliccio crollato, ma le verifiche di Terna non hanno rilevato danni: il forte scuotimento ha fatto scattare i contatori». Un altro punto delicato sono stati i versanti, quelli più fragili insistono sul fronte costiero: qual è la situazione? «Ci sono stati crolli di costoni, per questo ho firmato ordinanze di interdizione delle aree costiere, e, di concerto con l'Autorità Portuale, stiamo procedendo all’interdizione delle aree demaniali marittime sottostanti ai costoni rocciosi. La criticità maggiore però riguarda il porto di Pozzuoli: la banchina destra ha avuto dei danni e la Capitaneria ha interdetto l'intero porto per verifiche tecniche. È un problema per turisti e traffico commerciale verso Ischia e Procida, ma soprattutto per i rifornimenti essenziali delle isole: rifiuti, alimenti, carburanti. Con Autorità Portuale e Capitaneria abbiamo valutato gli approdi di Acquamorta e Bacoli, ma non hanno la capacità del porto di Pozzuoli, che ha un pescaggio ben maggiore: per ora i collegamenti con le isole passeranno solo da Napoli, che sarà grandemente interessato, con un possibile potenziamento delle linee già esistenti. Terminate le verifiche tecniche, il porto sarà riaperto. Anche le idroambulanze risentono della chiusura: ho chiesto ad Asl Napoli Nord e 118 una selezione attenta dei pazienti, vista l'allungarsi dei tempi di trasferimento». Ci sono stati poi crolli nei pressi di abitazioni. «Sì, nella zona dei Girolamini, dietro via Napoli, con massi di grandi dimensioni: in un caso un'auto carica di valigie è finita sotto un macigno, per fortuna senza feriti. La rete di contenimento c'era, ma probabilmente già fratturata, non ha retto. Procederemo a controlli ed eventuale disgaggio: stiamo impiegando anche i tecnici AeDES per le valutazioni speditive di agibilità, possibili grazie allo stato di mobilitazione nazionale che ho voluto mantenere aperto in previsione di una possibile prosecuzione dell'attività sismica e bradisismica». Quanto potrebbe durare questa fase? «Difficile dirlo: un giorno o, se lo sciame seguisse l'andamento di due anni fa, potrebbe durare anche qualche un paio di mesi: il rilascio meccanico della scossa principale ha prodotto una fratturazione diffusa, e ritrovare un nuovo equilibrio, stavolta statico, richiederà tempo. C’è poi una cosa importante che vorrei dire alla cittadinanza». Dica. «Nei prossimi giorni potrebbe anche registrarsi un aumento del rilascio di anidride carbonica: non è un'anomalia, è già accaduto altre volte con forti scosse. Il gas però può accumularsi in vani ascensore, sottoscala e cantine, quindi vanno fatti i controlli dovuti». Saranno controllati anche gli edifici scolastici? «Sì, in coda alle valutazioni in corso: sia le scuole superiori, di proprietà provinciale, sia quelle di proprietà dei comuni. Le scuole sono chiuse, ma i controlli vanno fatti comunque». Come sta operando la Protezione Civile in queste ore? «Ho convocato l'unità di crisi dieci minuti dopo la scossa e da allora abbiamo fatto diverse riunioni. Siamo passati a una configurazione S2, un presidio operativo di preallarme: significa che il Dipartimento e il Sistema Nazionale sono pronti, da un lato, a proseguire il coordinamento con le autorità territoriali, regioni e comuni, e dall'altro a lanciare un eventuale allarme nazionale per preparare il sistema a supporto dei territori. Per ora la gestione resta in capo alla Protezione Civile della Regione Campania, con cui sono in stretto contatto attraverso il direttore Italo Giulivo. Il sindaco di Pozzuoli ha chiesto supporto di volontariato, ma al momento i volontari mobilitati sono tutti regionali: se i centri di accoglienza restassero aperti a lungo, quindici giorni per esempio, potrebbe rendersi necessario attingere anche a risorse di altre regioni». Un messaggio per i cittadini dei Campi Flegrei? «Devono ricordare che sono fenomeni periodici, con cui bisogna convivere perché non sono eliminabili. Sapere di vivere in una casa sicura dà maggiore tranquillità, ed è per questo che i controlli sono importanti. Conta anche l'aspetto psicologico, non secondario, soprattutto per bambini e anziani, meno propensi a spostarsi: l'Asl ha già mobilitato gli psicologi per un primo supporto. Ma vivere stabilmente in un territorio sotto continua sollecitazione è un'altra cosa, ed è un discorso diverso dal sostegno nell'immediato: su questo bisognerà lavorare nel tempo, rafforzando i sistemi di supporto territoriale».