Prosegue lo sciame sismico ai Campi Flegrei, dove la terra continua a tremare dopo la scossa di magnitudo 4.7 registrata alle 19.46 del 31 luglio, la più forte degli ultimi quarant’anni nell’area interessata dal bradisismo. Da allora i sismografi hanno rilevato circa sessanta ascosse quasi tutte di lieve intensità, ma la sequenza non si è ancora esaurita. La scossa più forte delle ultime ore, di magnitudo 3.1, è stata registrata alle 5.47 del 1 agosto ed è stata distintamente avvertita dalla popolazione nei Comuni di Pozzuoli e Bacoli e in diversi quartieri di Napoli. Nelle prime ore successive al sisma principale sono state rilevate undici scosse di magnitudo superiore a 2.0, tra cui quella di magnitudo 3.8 registrata alle 22 del 31 luglio.
Intanto si aggrava il bilancio dei danni e dei feriti: secondo l’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi, sono 21 le persone rimaste ferite, due delle quali in codice rosso. Diciannove pazienti sono stati assistiti all’ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli: oltre ai due feriti più gravi, una persona è stata presa in carico in codice arancione, mentre gli altri hanno riportato lesioni meno serie.
A Pozzuoli, l’epicentro della paura, si sono verificati crolli in via Pergolesi e in via San Vitagliano. Gli edifici coinvolti erano disabitati, ma il distacco di grosse pietre di tufo da una palazzina ha danneggiato alcune auto parcheggiate e ha sollevato una nube di polvere. In città sono state segnalate anche lesioni alle facciate di diversi palazzi e sono in corso verifiche sulla stabilità degli edifici. I vigili del fuoco hanno disposto lo sgombero di 22 famiglie in via Sannino e di altre quattro in via San Vitagliano, mentre proseguono i sopralluoghi strutturali.










