«È tutto tranquillo in val di Susa? Sa, ho la macchina nuova, non vorrei me la sfasciassero». A telefono c’è un anziano preoccupato che chiede informazioni, e in uno degli alberghi della catena “Abc” di Sauze d’Oulx il proprietario Alessandro Perron Cabus cerca di tranquillizzarlo. «Siamo a mezz’ora d’auto dall’area degli scontri, qui non abbiamo problemi – spiega – eppure dal weekend dell’assalto ai cantieri i turisti ci chiedono delucidazioni. Hanno paura, alcuni disdicono, e noi temiamo un danno d’immagine irreparabile per il territorio». Pioggia di disdette per la guerriglia A una settimana di distanza dalla guerriglia No Tav al cantiere di Chiomonte, gli albergatori continuano a contare i danni. Quel sabato fatto di strade e autostrade bloccate, treni in panne, camionette a fuoco e distruzione ha mandato in difficoltà il florido settore turistico della valle, facendo fioccare le disdette e crollare le prenotazioni. Non solo a Sauze, ma anche a Susa, a Bardonecchia e in tutto il territorio. Alcuni albergatori preferiscono non parlare («Ho paura di ritorsioni»). Altri denunciano con forza. «Ormai qualche agenzia straniera chiede di essere rimborsati qualora gli autobus con i visitatori dovessero rimanere bloccati in strada» continua Perron Cabus.