La strategia della tensione

Pasquale Ferraro

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Nessun campeggio per i No Tav: così ha deciso il Prefetto di Torino dopo le violenze e l’attacco terroristico da parte dei gruppi No Tav e dei Black Bloc alle Forze dell’Ordine in Val di Susa. Il divieto di ogni “attività di campeggio libero nell’intero territorio di Susa e di Bussoleno dalla mezzanotte di giovedì 30 luglio fino alle 7 di lunedì 3 agosto” è parte della risposta che lo Stato intende dare a chi ha scelto la via della guerriglia e della violenza.

Il campeggio — “lotta e autogestione, scambi e discussioni collettive”, le solite alchimie linguistiche di una certa sinistra ibernata, definizioni dall’odore naftalinico — della durata di tre giorni era stato annunciato da appartenenti all’ex centro sociale Askatasuna, vero e proprio focolaio di attività sovversive e insurrezionaliste. Dopo quanto accaduto a Chiomonte la tensione è altissima e ci si prepara ad eventuali tentativi di sabotaggio dei No Tav che, pur vedendosi negato il “campeggio”, non sembrano intenzionati a fare passi indietro. La stessa Prefettura ha reso noto che le Forze dell’Ordine hanno ritrovato e posto sotto sequestro “indumenti atti al travisamento, oggetti contundenti, artifizi pirotecnici e altro materiale utilizzato nel corso dei violenti disordini e danneggiamenti ai cantieri Tav della Valle di Susa e del personale di polizia a presidio”, e questo fa intuire la premeditazione e, peggio ancora, la logistica messa in piedi da quella che è ormai una pura organizzazione terroristica.