di
Francesco Bertolino
Ieri la rinuncia al piano per vendere ai privati (vicini a Trump) una quota dei Mondiali, ma non basta. La Uefa: «Infantino ha perso la nostra fiducia», e Gianni potrebbe trovarsi senza sostegno nella corsa alla rielezione
La Fifa rinuncia al progetto di privatizzare i Mondiali di calcio con l’aiuto della famiglia Trump. Troppo forte l’opposizione della Uefa che aveva deciso di boicottare tutti i tornei Fifa. «È chiaro che il piano ha creato divisioni di ampiezza tale che, a prescindere dal livello di sostegno, non è più nell’interesse dell’obiettivo prefissato», scrive il presidente Fifa, Gianni Infantino. Senza le Nazionali europee, il fascino sportivo dei Mondiali sarebbe scemato e, con esso, l’interesse finanziario per la nuova società commerciale della Fifa. «Di conseguenza — ammette la laconica nota — questa proposta non verrà portata avanti». Un dietrofront che potrebbe non bastare, visto che adesso attorno a Infantino monta un'opposizione anche interna che porterebbe all’ipotesi, clamorosa ma non impercorribile, di una sfiducia.
Si concludono così cinque giorni che potrebbero cambiare forse non la storia del calcio, ma di certo quella delle elezioni del prossimo presidente Fifa, in programma a marzo del 2027. Tutto è iniziato martedì, quando Infantino ha inviato una lettera al consiglio dell’ente svizzero e ai suoi vicepresidenti per annunciare il suo progetto di privatizzare la Coppa del Mondo. L’idea era quella di creare una «scatola» societaria con all’interno i diritti televisivi, le sponsorizzazioni e i biglietti dei Mondiali per club e per Nazionali. Per poi venderne una quota ad azionisti esterni per 4,2 miliardi in modo da poter aumentare i trasferimenti alle 211 associazioni parte della Fifa. La valutazione della società era già fissata da JpMorgan in 20 miliardi di dollari e l’investitore principale già individuato nel fondo Thrive Capital di Joshua Kushner, fratello di quel Jared che è il genero del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.












