«Superato ogni limite» scrive la Uefa, a cui fa eco dall'Italia il solo Gabriele Gravina. L'anticipazione del Financial times confermata dagli uffici del capo della Fifa, pronto a fare affari con la famiglia del presidente statunitense

Il progetto di Gianni Infantino di aprire i Mondiali ai capitali privati non convince quasi nessuno, a parte chi l’ha messo sul tavolo. Le reazioni sono arrivate durissime e quasi in contemporanea, a partire dalla Uefa che, secondo la Bbc, ha già convocato per fine settimana una riunione d’urgenza a distanza per decidere una linea comune, che potrebbe spingersi fino a minacciare il boicottaggio dei Mondiali. La federazione europea, in una nota, parla di un progetto che «supera un limite che le istituzioni che governano il calcio non dovrebbero mai oltrepassare» e ribadisce che «l’anima e la governance del calcio non sono beni da svendere» e che «nessuno di noi è il proprietario del calcio». Sulla stessa linea il vicepresidente Uefa Gabriele Gravina, che ad Ansa parla di un «limite superato» e avverte: «Il calcio non può essere ridotto ad un affare privato». Anche la Concacaf, la confederazione di Nord e Centro America e Caraibi, si dice «profondamente preoccupata per la mancanza di una procedura regolamentare», visto che i dettagli del piano sono stati diffusi «prima che si fosse svolta qualsiasi discussione con gli organi di governo e le parti interessate».