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Francesco Bertolino
Uefa e Commissione Ue dicono no alla grande finanza «azionista» dei Mondiali. Le mire della famiglia Trump sul pallone. I timori sul numero esagerato di squadre, un torneo ogni due anni e la sede «fissa» negli Usa. Cosa c’è dietro
La Fifa vuole «privatizzare» la Coppa del Mondo di calcio con l’aiuto della famiglia Trump. La Federazione guidata da Gianni Infantino intende costituire una società separata per valorizzare al massimo i diritti televisivi, le sponsorizzazioni e i biglietti del torneo che, nell’edizione appena conclusa, ha generato un incasso record di 15 miliardi di dollari.
Il commissario Ue difende lo sport europeo: commercializzazione eccessiva Un’idea che non piace a nessuno, almeno in Europa. A cominciare dall’Unione europea, intervenuta di gran carriera a difendere lo sport continentale per eccellenza. «Qui non siamo nel baseball. La Coppa del Mondo rimane il più grande torneo sportivo del pianeta, nonostante la Fifa sfrutti ogni opportunità commerciale. Ma tutto ha un limite - ha tuonato su X il commissario Ue allo Sport Glen Micallef, che pure viene da Malta (che i Mondiali non li ha mai giocati) - L'inarrestabile commercializzazione del calcio è diventata corrosiva. Sta minacciando gli elementi che hanno reso il calcio lo sport più popolare al mondo. Il successo commerciale deve rafforzare il calcio, non divorarlo. Giù le mani dal nostro sport».











